Chinguetti, dove le rotte del Sahara diventano pagine

Il minareto segna la città di pietra; nelle biblioteche familiari, pagine e segni raccontano i viaggi del sapere attraverso il Sahara.
A Chinguetti il minareto compare alla fine di un vicolo, scompare dietro un muro, riappare tra i tetti bassi. Si cammina fra porte di legno, pietra e sabbia: la città si lascia leggere per scorci, non in un solo colpo d’occhio.

Poi c’è una stanza di biblioteca. Un uomo siede davanti agli scaffali; un manoscritto è aperto sul leggio. Da vicino, una pagina mostra margini, note, colori, segni di studio. Lo sguardo passa dalle piste alle parole che viaggiavano con chi le percorreva.
Le soste che hanno fatto la città
Chinguetti appartiene, insieme a Ouadane, Tichitt e Oualata, al sito UNESCO degli antichi ksour, iscritto nel 1996. Le quattro città furono fondate tra l’XI e il XII secolo per rispondere alle esigenze delle carovane che attraversavano il Sahara; il tessuto urbano che conservano si è formato soprattutto tra il XII e il XVI secolo.
Le rotte collegavano il Maghreb, il Sahel e l’Africa occidentale. Le carovane portavano merci, ma anche persone e idee: Chinguetti fu una sosta di scambio e un centro religioso e di studio. L’UNESCO descrive i quattro ksour come città commerciali e religiose, divenute punti di riferimento della cultura islamica.
Anche l’impianto urbano racconta quel rapporto con il deserto: vicoli stretti e sinuosi, case raccolte attorno a cortili, facciate esterne essenziali e architetture in pietra. La moschea con il minareto quadrato resta un riferimento visivo nel fitto tessuto della città.

Le biblioteche sono affidate alle famiglie
Per generazioni, le famiglie di Chinguetti hanno custodito manoscritti e raccolte. Una biblioteca non è una sala espositiva sempre aperta: è una casa, una storia familiare e una responsabilità quotidiana. L’accesso dipende da chi se ne prende cura; chiedere prima di entrare e prima di fotografare fa parte della visita, non è una formalità.

Il patrimonio documentario non è fatto soltanto di testi religiosi. Un comunicato UNESCO del 2024 cita manoscritti coranici, documenti commerciali, carte astrologiche, testi di matematica e poesie. Le raccolte restituiscono così anche questioni pratiche e forme di sapere che viaggiavano tra le città carovaniere, non soltanto l’età dei libri.

Su una pagina gli occhi si fermano sulle cornici dipinte; su un’altra, le note ai margini e le figure geometriche tengono insieme testo e commento. Accanto ai volumi compaiono anche tavolette lignee con iscrizioni in arabo: la scrittura prende più di una forma.

La tutela comincia dal presente
Una scheda UNESCO sul progetto di tutela stima che nel XVIII secolo Chinguetti avesse circa trenta biblioteche; oggi ne considera operative tra quattro e sei, con circa 6.000 documenti conservati. Sono numeri indicativi, ma aiutano a misurare il cambiamento: il numero delle biblioteche operative è oggi più ridotto, ma il patrimonio documentario continua a essere custodito in città.
La conservazione deve fare i conti con condizioni concrete: calore estremo, desertificazione e piene improvvise stagionali, rese più rischiose dal cambiamento climatico; l’UNESCO segnala anche il problema degli insetti. Una pagina manoscritta è fragile non solo per la sua età, ma per l’ambiente in cui deve continuare a essere conservata.

Nel 2024 e 2025 il Fondo d’emergenza dell’UNESCO ha sostenuto 13 biblioteche familiari ospitate in 11 edifici, fornendo attrezzature per la conservazione e strumenti per la digitalizzazione dei manoscritti. Il progetto ha coinvolto anche cinque giovani del posto nella produzione di video informativi sulle biblioteche. Proteggere le raccolte significa quindi lavorare sui documenti, sugli spazi e sulle persone che se ne prendono cura.
Chinguetti, dentro un attraversamento dell’Adrar
Per conoscerla servono tempo e attenzione: si cammina nel ksar, ci si ferma dove l’incontro è possibile, si ascolta chi custodisce i manoscritti. Chinguetti è una tappa del tour fotografico al Festival Nomade, in programma dal 4 all’11 gennaio 2027.
Vieni a scoprirla con noi!


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